In cucina spazi dedicati alla convivialità «social»

Più isole ed elementi a scomparsa: cresce l’attenzione verso interazione e hi-tech
La cucina evolve e diviene spazio di socialità, interazione, condivisione: questa la tendenza che emerge dalle proposte in rassegna ad Eurocucina (12-17 aprile, Fieramilano), appuntamento biennale del Salone del Mobile dedicato ai produttori di cucine.
Conservazione e preparazione del cibo sono attività di routine, ma sempre più condivise in famiglia, oltre a tramutarsi spesso in occasioni di relax e incontro con gli amici: per queste ragioni il modello di cucina a isola è tra le proposte più presenti in Fiera, ed è quello su cui punta Daniele Lago, designer e imprenditore, che propone la nuova cucina Air di Lago, un’isola che ha la forma di un grande tavolo rotondo. Intorno all’isola, con piano cottura a induzione, possono riunirsi e sedere fino a dieci persone, mentre lo chef cucina, coinvolgendo i commensali nelle ritualità della preparazione. Il grande piano dell’isola è previsto in diversi materiali e dimensioni, ma in fiera sarà presentato in vetro colorato bianco Puro Touch, in abbinamento alla cappa-lampadario Summilux di Elica, anch’essa in vetro bianco, che fornisce la giusta illuminazione e tiene automaticamente purificata l’aria dell’ambiente cucina attraverso sofisticati sensori.
Valcucine presenta in fiera nuove soluzioni per la gestione delle attrezzature e degli spazi, integrate nel più recente modello Genius Loci, un progetto di Gabriele Centazzo che interpreta la cucina come uno spazio per il benessere e l’innovazione. L’obiettivo è di favorire i gesti del quotidiano, trasformandoli in un momento piacevole grazie al dispositivo V-Motion Kit, un nuovo sistema di apertura e chiusura motorizzato dei cestoni e dello schienale attrezzato (Air Logica System), che consente di movimentarli con il semplice gesto di un piede o di una mano. Inoltre, l’apertura dello schienale attrezzato attiva sincronicamente il rubinetto e accende le luci del pannello retrostante. A coloro che ricercano in cucina prestazioni semi-professionali, Valcucine propone Gourmet System, una serie di elementi da integrare nel top in acciaio dal bordo alto (9 cm): un canale attrezzato, un’area a scomparsa per riporre piccoli elettrodomestici, una cappa integrata nel top, taglieri a scorrimento in acciaio e corian, un lavello con rubinetto abbattibile e un piano cottura in vetroceramica perfettamente a filo, che favorisce la pulizia e gli spostamenti di pentole e padelle.
Il tema degli elementi a scomparsa caratterizza anche il nuovo progetto Arte di Marco Piva per Euromobil, che l’architetto ha ideato pensando alla cucina come ad un ambiente multifunzione, che accompagna agevolmente tutte le fasi della gestione del cibo, dalla conservazione alla condivisione finale. Nella cucina Arte tutti gli elementi tecnici (piastre, lavelli, rubinetti, cappe) possono scomparire e apparire, grazie a un sistema meccanico di ante nascoste nei contenitori a terra o nei pensili, per favorire la trasformazione dell’ambiente cucina in base alla funzione, sia di preparazione, sia di convivialità. Ma Arte, oltre alla sua adattabilità, si distingue per la ricerca estetica che valorizza i materiali impiegati, dalla pietra ai legni, dai vetri e ai metalli: ciascuno è interpretato secondo raffinate texturizzazioni che creano giochi visivi.
Snaidero si presenta in Fiera con una serie articolata di proposte, che fanno da corollario alle celebrazioni del settantesimo compleanno dell’azienda, fondata nel 1946 come laboratorio artigianale dal Cavalier Rino a Majano (Udine), oggi condotta dal figlio Edi Snaidero. La produzione interamente italiana e la collaborazione con i grandi nomi del design sono le due scelte strategiche che hanno caratterizzato la storia dell’azienda, ed entrambe si rinnovano in occasione di questo Salone del Mobile: nella collezione Icona di Snaidero, dedicata ai progetti d’autore, debuttano quattro novità – un progetto di Paolo Pininfarina e tre di Massimo Iosa Ghini. Uno di questi è la cucina Frame, che Iosa Ghini ha creato mixando ispirazione classica e richiami industriali, primo tra tutti l’elemento del telaio autoportante in acciaio, che delinea la composizione e appare scoperto in alcuni punti, tra i pensili, le basi, gli armadi e l’isola. Le ante di Frame, ideate appositamente senza maniglia, alleggeriscono la combinazione strutturale, favorendo così un minore impiego di materie prime, e sottolineano la pulizia formale dell’insieme, cifra stilistica che distingue i progetti di Massimo Iosa Ghini.
FONTE SOLE 24 ORE
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